venerdì 18 novembre 2022

26 - LE POESIE DI CIANCI E RIDI - 27 - LETTERA DELLA S.I.A.E

E, in ultimo, scrive Umberto:


26 - LE POESIE DI CIANCI E RIDI

E infine vi voglio regalare un momento di grande arte, un‘emozione che solo i grandi poeti come Dante, Carducci ed altri di questo calibro possono regalare, una poesia eccelsa che si èleva fino a diventare un’ode alla lingua, al pensiero, ai sentimenti:


TORENTE

Come torente grida schiavalca e pianga

Io sento il mormorio della mia mama

Lo sento sempre lì e non vedo niente

Lo rassomiglio tanto ad un torente


Io sento l’acqua che va giù vicina

Come lo scarico ch'è nella cucina

Ci dico ROOOOOOOO ...lo senti dico a te

Quell’acqua non la metter nel caffè


Io sento i pesci che giocano felici

In compagnia di tanti loro amici

E ci spotassi 'n faccia al pescatore

Che cerca di pigliarli: senza core!

 

Mi specchio io in quell’acqua benedetta

Come in stazione a Caltanissetta

Se guardo bene mi vengono le doglie

Quando mi pare di vederci mia moglie

 

Ci mando il mio messaggio…. mio d’amore

Che porto sempre chiuso dentro il cuore

E poi vi dico ..non è cosa rara

Che il cuore mio racchiude Donna Sara

 

Quella mi guarda coi suoi occhi belli

Con gli occhi commigliati dai capelli

È come se io andassi in mezzo al mare

Con tutti gli occhi la vorrei baciare

 

Questo torente bello e profumato

Quante disgrazie a me mi ha procurato

Mi ha fatto immaginare cose belle

Compresa la frittura di “”patelle””                  

                                Cianci e Ridi

 

EL ALAMEIN

Comme te chiami tu? te chiammi ammore

Ma io nun sacciu quale è lu to cognome

Forse lu tiempu è assai ed è già passato

E lu cognome ti lu si scurdato

 

Ora è venuto u tiempu e te spusare

E lu cognome me lo devi dare

Che t'aggia dì? che nn'aggia ffà di tia?

Non è che posso annà nna polizia.

 

Quanto si bella tu, quanto si cara

Lu nome tua ha la bellezza rara

Senza cognomme nun si ottieni niente

La gente po’ pinsari: è na fetente.

 

L’ho detto a la tua mamma e to papà

E m’hanno detto ca ciann'a pinsà

Ma io lu sientu ca si sempre viva

Mi veni di pinsà a coperativa.

 

Quantu si onesta e china e sentimientu

Pari ca nascisti dintra a nu commentu

Io te voglio spusà bellezza mia

Dimmi comm’aggia fà p’aviri a tia 

                                 Cianci e Ridi


COLOMBELLA

Colombella …Colombella

Forse è stata tua sorella

Colombella

 

Tu che l’uovo fai a Maggio

Tutto pieno di formaggio

Colombella

 

Dimmi perché t’hanno ammazzato

Dimmi tu dove sta

Stu disgraziato

 

Forse egli è gia emigrato

In Argentina

Come fanno i rondine

A primavera

                                Cianci e Ridi

27 - LETTERA DELLA S.I.A.E.

Per comprendere meglio questa lettera che Umberto riporta , forse al lettore potrà essere utile una lettura alla storia pubblicata in questo stesso Blog in un post precedente che potete, se volete, rileggere cliccando qui: Il Maestro Chianci e Arridi 
(nota del curatore)

Gentilissimo Maestro Cianci e Ridi

Avendo ultimato la pratica relativa ai conteggi per i suoi diritti d’autore quale conduttore del “ Notturno Europeo” alla presente allaghiamo biglietto della Banca D’Italia di lire italiane 500 a saldo sue competenze per il periodo Giugno 74 dicembre 75.

Competenze maturate                      L.     36.000.000.000

Ritenuta d’acconto                             L. 11.500.0000.000

ILOR                                                   L.  9.500.000.000

IVA                                                   L.  10.000.000.000

Cassa pensioni per cantautori           L.   5.000.000.000

Mancia all’usciere per fare la raccomandata  L.     999.999.500

Francobollo                                      L,  130

Suo avere                                         L. 370

Biglietto allegato                             L.500

La S.v è pregata di volere effettuare vaglia telegrafico di L. 130

Alla Direzione SIAE di Milano  Via delle Imposte N°23 Milano

 All’attenzione del sig: Sanguisuga Roberto.



Si concludono così i racconti e gli scritti che mi aveva affidato Umberto. 
Non so se i miei cugini ne troveranno altri e, se vorranno, nel caso, li pubblicherò. 
Spero che, come me, abbiate goduto della leggerezza, dell'ironia e del piacere dell'assurdo che li pervadono. 
Per me è stato tutto un susseguirsi e intrecciarsi di emozioni e sentimenti: riso, sorriso, malinconia.
Un omaggio a questo mio zio cui ho voluto davvero tanto bene.



venerdì 11 novembre 2022

I Racconti di Umberto - 20 - LA CONVERSAZIONE - 21 - IL VIAGRA - 22 - LA CARTOMANTE - 23 - L’INSONNIA - 24 - LE NOCCIOLINE - 25 - LA PRESENTAZIONE

20 - LA CONVERSAZIONE

Minillo Delongi ex ferroviere, aveva sempre aspirato a fare il capo stazione, fino a quando, arrivato alla pensione,  dovette desistere dal coltivare quel sogno.

Era un assiduo frequentatore del circolo, convinto che la Coca Cola fosse la resina della pianta di coca, … COCA …cola ... e cultore esimio della lingua italiana, un giorno parlando con me chiese cosa significasse la parola "culminare".

Fortunatamente ebbi l’intuizione giusta e dopo una disquisizione alquanto erudita gli dissi che ero sicuro che la parola "culminare" significasse l’uso di supposte esplosive, molto efficaci nelle infezioni di stomaco in quanto la deflagrazione otteneva il risultato di uccidere i microbi o l’eventuale virus causa del malanno.

Alla discussione intervenne pure il nostro Stefano il quale incantato dal potere miracoloso del farmaco e dalla bontà delle mie spiegazioni si convinse a tal punto che dichiarò al Delongi che il medico a lui le aveva prescritte e che funzionavano veramente.

Alla mia richiesta di riferire cosa avesse provato usandole, rispose che dopo qualche minuto dall'introduzione della supposta  aveva sentito all’interno dello stomaco un piccolo boato e aveva notato un miglioramento istantaneo. Era talmente suggestionato che si autoconvinceva delle cose che diceva e credeva veramente di averle vissute.

Minillo Delongi restò scioccato: non aveva mai sentito parlare di questi portentosi rimedi e archiviò nella memoria la discussione.

Passò qualche mese, un giorno trovai i due che stavano parlando in maniera animata, e Delongi diceva a Stefano che il medico prima di dargli le supposte esplosive per il suo mal di stomaco preferiva provare uno sciroppo a base di antibiotici.

Non ci fu verso. Delongi chiese a Stefano se ricordasse il nome delle supposte esplosive, al che io intervenni dicendo di sapere che le supposte in oggetto si chiamavano "RECTOBOOM

Delongi si recò presso la farmacia Smeraglia e chiese una confezione di RECTOBOOM.

La farmacista consultò il prontuario al computer e non trovando la medicina pensò che Delongi avesse sbagliato nome e lo invitò ad andare dal medico a farsi fare la ricetta. Delongi quindi andò dal dott. Paolo Santamaria e, dopo avere aspettato il turno, parlò con il medico del problema che lui aveva.

Ci ritrovammo nel pomeriggio al bar e io chiesi come fosse finita con le supposte. 

E così Delongi mi raccontò le perplessità del medico: un simile prodotto pare che, tra gli effetti collaterali, provocasse nella flora batterica un esodo di massa della stessa a causa del bombardamento e che fosse causa di emigrazioni da un organo all’altro producendo lutti e profughi nella stessa flora.

Stefano non era molto convinto ma dovette ammettere che dopo l’uso culminante delle supposte, in realtà aveva sentito degli strani spostamenti all’interno dello stomaco.

Dopo questo piccolo episodio ho sentito il dovere di dare un qualche fondamento culturale sia a Stefano che  a Minillo Delongi per cui dopo qualche mese di duro lavoro si può affermare che la cultura e il vocabolario di entrambi si sono molto arricchiti di parole e di significati. 

Sicuramente tutti e due ormai hanno chiaro il significato di tante parole per esempio:

ABBATTERE: Classica risposta di una prostituta alla quale si chiede dove stesse andando

ANALOGICO : Culo intelligente

ANATOMICO : Culo radioattivo

ASSILLO:      Scuola materna Sarda

BISCAZZIERE: Persona sessualmente molto dotata.

CERBOTTANA: Femmina di cervo di facili costumi

CIAMBELLANO : Che ha il più bel culo del reame

CULTURISMO: Viaggio di piacere di una supposta

FEDINA PENALE: Piccolo anello per il pisello

COLONIA PENALE: Profumo per il cazzo

FREGATA: Nave sottratta al nemico

RIMEMBRARE: Dicesi di operazione che contempla il riattacco del pene

STRAFOTTENTE: Rubacuori, sciupafemmine

Potremmo andare avanti e nel caso foste interessati richiedetemi il numero telefonico dei due che ne sanno più di me.



21 - IL VIAGRA

Al circolo solite discussioni. Delongi dà carte e Fiarzi ascolta: 

Stefano …perché non lo devo dire? ...io ogni tanto il Viagra me lo piglio e ti dico che funziona.

 Fiarzi:

Lo devo comprare, ma come si prende?

Intervengo io e dico a  Fiarzi: 

Il miglior modo è quello di metterlo nei cibi. Io lo metto nel minestrone di verdura Findus che compro al supermercato e lo lascio cuocere insieme. Ti consiglio di fare così.

Zirafi così comprò il Viagra  e dopo qualche giorno mi chiamò e mi disse che la minestra era  immangiabile.

Mi toccò spiegare scientificamente il perché ….l’ho convinto che i piselli del minestrone erano rimasti duri  a causa del Viagra e quindi immangiabili. 

Ho pertanto consigliato di cuocere i piselli a parte.



22 - LA CARTOMANTE

Racconto di Minillo Delongi:

Appena assunto alle ferrovie mi mandarono a lavorare a Reggio Calabria a fare manovre ai traghetti, un lavoro pesante e faticoso, di notte, di giorno, insomma la cosa era grave.

Avevo trovato casa a Reggio Calabria e mi raggiunse la famiglia, all’epoca avevo una moglie e un figlio. Mia moglie era disperata che non ci voleva stare, e io feci domanda di trasferimento.

Passo un po' di tempo e non avevo risposta, allora un mio collega mi consigliò di andare da una cartomante bravissima che mi avrebbe saputo dire se mi avrebbero trasferito e tutte la altre cose che volevo sapere.

Mi feci dire dov’era e ci andai.

Era una casa a piano terra. Arrivai davanti la porta e bussai con la mano chiusa, allora sentii una voce dall’interno che diceva :   

...Chi  è ....

Mi mancò subito la parola, e me ne andai subito senza entrare.

Ma come!!!!!!!!! una cartomante brava se ci va uno che bussa e lei ci dice ….Chi è ... Chi è   ... che cartomante è????? Se non sa neppure chi sono

Una brava per davvero avrebbe dovuto saperlo, e da allora non ho più fiducia nelle cartomanti.

23 - L’INSONNIA

Certo che dopo una giornata di lavoro, che uno si fa il mazzo così poi arrivo che mi vado a corcare e non dormo. Chi t’inni pari?????

Stefanù devi andare dal medico, lo dici a lui e vedi che la cosa si sistema.

Riprendiamo il discorso dopo un po' di tempo e Stefano mi racconta com’è finita.

Il medico mi ha dato una medicina che faceva schifo fino a guardarla, e ne prendevo 20 gocce ogni sera prima di andare a letto.
L’ho prese per una settimana e poi non l’ho prese più
Ma lu sienti ca mi procuravano sonnolenza!!!!!!
E poi mia moglie leggendo la carta c’era scrittu: usare ripetutamente per danni seri!!!

24 - LE NOCCIOLINE

Ogni volta che mi finiscono le noccioline americane, ho un problema grande quanto una casa.

Li vado a comprare alla Coop e per trovarle ogni volta lo devo chiedere alla signorina .

Non le trovo mai, ci va mio figlio e li trova, mia moglie li trova, io no!!!
Tanto che la signorina della Coop mi dà un’altra cosa che si chiama  ....Aspetta... ah!  Arachidi... dice che sono quasi la stessa cosa.

25 - LA PRESENTAZIONE

 Buongiorno signor Fiarzi. Io mi chiamo Maria. Molto lieta.

 Buongiorno a te - porgendo la mano,- io sono Stefano... se non ti fa schifo!

venerdì 4 novembre 2022

I Racconti di Umberto - 15 - LA BOTTANA - 16 - LA POESIA - 17 - IL CLIENTE - 18 - LA LIBERTA’ - 19 - IL GATTO NERO

15 - LA BOTTANA



Tornato da Torino dopo qualche mese mi sono sentito male, mi faceva sempre male la schiena che non mi potevo arriminare.

I medici a Campobello mi dicevano che era attrosi ma io siccome sono figlio di bottana ho detto che una visita la dovevo fare a Palermo.

Ho telefonato a un amico che mi ha prenotato una visita dal dottor Taglieri che era specialista e ci sono andato.

Mia moglie c'è voluta venire e abbiamo preso il treno e ce ne siamo andati a Palermo.

Siamo arrivati alla stazione che erano le nove di mattina mentre la visita era a mezzogiorno e così ci siamo messi a girare in via Roma a guardare i negozi.

Ci siamo fermati al bar a prendere un caffe e mia moglie mi fa : 

Stè c'è unu ca mi talìa. Chi voli chistu? 

Mi giro e vedo a uno con un cappello nero, la giacca bianca, i pantaloni neri, un fasciacollo rosso al collo e un fazzoletto giallo al taschino, con mocchino con la sigaretta accesa un bel paio di baffi belli lunghi e ci ho detto a mia moglie: 

Non ci fare caso.

Ma mia moglie insisteva: 

Stè chistu mi talìa ancora...

allora non ci ho visto chiù dagli occhi e ci sono andato, deciso a tirargli il collo. 

Arrivo da lui e mi sono accorto che era una persona per bene, lui si è spiegato e io ho chiuso la questione.

Torno da mia moglie e gli dico: 

...a niente... niente... 

e quella 

ma chi ti dissi? pirchì mi taliava?????

A nenti... nenti... Lillì ha sbagliato …ti aveva scambiato per una bottana....

16 - LA POESIA


Mio cognato Giovanni oltre a essere un grande suonatore di clarinetto era un grande poeta, figurati che si era innamorato della figlia del maestro Pinnone che non la faceva uscire mai e mio cognato ci andava a passare sempre sotto la finestra perché quella donna gli piaceva.

Tanto si era innamorato che ci fece una poesia. Ora, dopo che è morto, questa poesia l’ho avuta io tra le mani perché lui l’aveva conservata. Anzi ce l’ho qua nel portafoglio. Aspetta che te la faccio leggere di quanto è bella ma vero ...quello era un poeta.

Trascrivo integralmente:

Mi è bastato guardarti da lontano
Per capire che eri la donna della mia vita

Mi è bastato guardarti da lontano
Per capire che ti avrei amata per sempre
 
Mi è bastato guardarti da lontano 
Per immaginare la tua bellezza
 
Mi è bastato guardarti da lontano
Perché il mio cuore si commovesse
 
Mi è bastato guardarti da vicino
Per capire che da lontano non vedo un cazzo


17 - IL CLIENTE


T’avissi a cuntari cosa mi capitò per la festa della Madonna. C’è d’arridiri vero….

Perciò. Sono venuti tre frostieri e si sono seduti al tavolo fuori, e mi ordinano tre caffè.

Ci faccio i caffè e ce li porto al tavolo ma appena prendo il primo dalla guantiera mi scillica il piede e un caffe è caduto tutto addosso al frostiere. 

Mi sono mortificato lo volevo pulire ma lui stesso che era un vero signore cercò di non mi fare mortificare e mi disse: 

non si preoccupi sono cose che possono capitare a qualsiasi cretino

…poi si pulì col fazzoletto e se ne andò. Un vero signore.

 18 - LA LIBERTA’


Mattinata di sole, primavera inoltrata ore 10,30 del mattino il bar è ancora chiuso.

Tutti lì a chiedersi cosa fosse successo, ma poi a poco a poco ognuno richiamato dal proprio dovere, rinuncia all’idea del divertimento e torna alle proprie faccende, ferma restando la curiosità di sapere cosa fosse successo.

Ore 15 puntualmente il bar apre e, ad ognuno che chiedeva spiegazioni per la mattina il nostro Stefano non rispondeva, non dava confidenza a nessuno.

Solo a me strizzò l’occhio come per dirmi …poi ti racconto.

Erano circa le nove della sera e stavo facendo ritorno a casa dopo la partita a scala quaranta e Stefano mi chiama e testualmente mi racconta:

Oggi sono stato in carcere a Palermo con mia nipote Rita che ha il marito carcerato a Palermo perché  ....sai succedono cose che magari ...… Insomma il marito che è di Canicattì si chiama Ciavola è stato condannato per omicidio a ventiquattro anni. Ora è quasi quattro anni che è inchiuso e mia nipote poverina che è giovane ha trovato uno che la vuole e anche a lei piace

Però vuole fare le cose in regola, perché la legge ce lo permette e ha voluto andare a trovare il marito per chiedergli la separazione  in modo di sistemare la cosa.

Ora povera ragazza ce lo voleva dire ma non sapeva come e mi ha detto se ci potevo venire io a Palermo per parlarci con lei e chiarire tutto.

Io a mia nipote ci ho detto: non ti preoccupare che tuo zio Stefano sistema tutto.

Abbiamo avuto il colloquio e mia nipote mi disse: zio spigacelo tu ad Angelo e ci dici le cose come stanno.

Io quattro parole ci ho detto.  

Angelo la situazione è così... 

Allora è intervenuta mia nipote e gli ha detto: 

a me è capitato questo, perciò ti dò la libertà, ti lascio libero e poi ognuno per se e dio per tutti.

19 - IL GATTO NERO

 


Umbè.. ti devo portare in campagna. Ora l’ho fatta bella e appena ci faccio la casa io al paese non ci vengo più. In campagna ho un cane che me l’hanno portato da Desio che è meglio di un uomo, e poi un gatto che è sarbaggio non si fa toccare e pare che sia lui a fare la guardia. E' nero e bello grande, sai quando viene qualcuno che non ci quadra lo guarda male  .....lo guarda in cagnesco.


26 - LE POESIE DI CIANCI E RIDI - 27 - LETTERA DELLA S.I.A.E

E, in ultimo, scrive Umberto: 26 - LE POESIE DI CIANCI E RIDI E infine vi voglio regalare un momento di grande arte, un‘emozione che solo i ...