venerdì 28 ottobre 2022

I Racconti di Umberto - 7 - La Visita di Controllo - 8 - Il Cocktail - 9 - I Gemelli - 10 - L'Assegno

 

7 - LA VISITA DI CONTROLLO

L’infarto era ormai un ricordo ma di tanto in tanto la visita di controllo bisognava farla per cui ecco il racconto dell’ultima visita fatta dal nostro Stefano presso l’ospedale di Canicattì:

Sono arrivato all’Ospitale alle sette di mattina, mi hanno fatto entrare subito ma per la visita ho aspettato fino all’una e dieci.

Finalmente mi visitano mi fanno il cardiogramma e poi mi portano in una stanza dove c’era uno strumento che si passava sul petto e i medici vedevano fino allo stomaco.

Mentre mi passavano questa cosa sul petto il dottore diceva minchia… minchia… la cosa mi preoccupava perché il medico mentre diceva minchia tistiava con la testa a allora ci domandai:

Duttù c’è qualcosa che non va????? 

No Fiarzi lei ha un cuore perfetto, questo cuore a lei ci durerà tutta la vita!



 8- IL COCKTAIL

Sai Umberto a me mi devono solo insegnare a leggere e scrivere, tutto il resto io lo so fare.

Tu lo sai che a Torino lavoravo alla Fiat e facevo il collaudatore della pressione delle gomme, e niente ti dico più… per farti capire che tipo sono. 

Al bar io non avevo mai lavorato ma dopo un’ora e un quarto…un’ora e dieci... già avevo capito tutto, e faccio tutte le cose come non le sa fare nessuno.

Io per fare il caffè ci metto il caffè nel braccio e ammacco il bottone e viene un caffe che così buono lo so fare solo io. 

E poi ...faccio un coccotello alla fragola che veramente è proprio una mia specialità. Prendo un po’ di Coca Cola, ci metto lo Gin e una fettina di limone, lo arrimino e mi viene un coccotello alla fragola che tu non te lo immagini, te lo devo fare assaggiare.

 

9 - I GEMELLI

Io lavoravo alla Fiat e ci andavo quasi ogni giorno… quasi, perché facevo pure le notti….

Ero responsabile del collaudo della pressione delle gomme, un incarico di grande responsabilità perché le gomme sono importanti e dovevo controllare tutte le macchine che uscivano.

Stavo a Moncalieri e viaggiavo quasi ogni giorno  perché, come ti ho detto, facevo anche i turni di notte per cui viaggiavo giorno e notte.

Abitavo a Moncalieri in una casa con due appartamenti, in uno ci stavo io e nell’altro una famiglia per bene della mia stessa età e il marito mi voleva bene come un figlio.

Qualsiasi cosa cucinavano ce la portavano per assaggiare, insomma veri amici che mi hanno aiutato molto.

Avevano due figli, due gemellini che erano una meraviglia simpatici, ma simpatici!!! Un maschietto e una femminuccia... che ora saranno grandi, all’epoca il maschietto avrà avuto quattro anni e la femminuccia che era più piccola avrà avuto che sò ...due anni e mezzo.

 


10 - L’ASSEGNO 

Quando sono arrivato a Torino ho subito cercato lavoro e l’ho trovato presso una ditta che costruiva metalmeccanici di tutti i tipi: finestre, porte blindate, cancelli, un po’ di tutto.

Il padrone dopo due giorni ha preso stima di me e mi trattava coi guanti gialli perché lì tutti al lavoro ci dovevamo mettere i guanti. Mi voleva bene come un fratello anche se era anziano e mi portava sulla punta delle dita.

Lavora oggi e lavora domani col tempo le cose ci andarono male e la ditta chiuse per fallimento.

Io avanzavo due mesi di lavoro e le riserve stavano per finire e tu capisci che con una famiglia da mantenere la cosa non era bella.

Ero rassegnato e stavo pensando a che cosa dovevo fare e mi arriva una telefonata: 

Pronto Fiarzi vieni subito a casa mia che ti devo parlare…. Era il padrone che voleva parlare con me…

Arrivo a casa sua e il padrone mi dice: 

Fiarzi degli altri non me ne importa un cazzo ma a te non ti posso fottere perché sei il mio migliore amico…tieni questo assegno ci sono i tuoi stipendi arretrati …però per favore prima di scambiarlo lascia passare quindici giorni e poi lo scambi.

Mi veniva da piangere tanto che ci ho detto:

Se ti servono te li puoi tenere se ti posso aiutare lo faccio con il cuore

ma lui mi mise l’assegno in tasca mi baciò sulla fronte e mi accompagnò alla porta.

Ero contento però. Avevo l’assegno ma i soldi cominciavano a scarseggiare, erano passati tredici giorni e ancora non potevo scambiare l’assegno.

Ero a casa e parlavo con mia moglie un po’ ad alta voce, quando Ambrogio, il mio vicino di casa, sentì e bussò alla porta. 

Fiarzi cosa c’è? Cosa posso fare per te? 

Non dimenticherò mai questa persona che mi ha aiutato e mi voleva bene come un figlio, allora gli raccontai la storia e gli dissi che avevo l’assegno ma non avevo più soldi.

Quando si dice l’Angelo custode…quello che ha fatto come si può dimenticare... .

E così mi dice:

Stefano scendi davanti alla porta che c’è la fermata dell’autobus, prendi il N° 52 che ti porta in corso Unione Sovietica, lì c’è la banca San Paolo. Entra dentro la banca, vai allo sportello e presenta l’assegno per scambiarlo. 

Gli sarò grato tutta la vita, neppure i fratelli avrebbero fatto questo per me…. 

Comunque arrivo alla banca c’era il cassiere che mi dice: 

cosa desidera??? 

Io ci dò l’assegno, mi ha guardato, ha voluto la carta d’identità poi ha guardato me e mi ha detto:

signor Fiarzi (quindi il mio nome lo sapeva) firmi qua! 

Ho firmato, ha preso i soldi e me li ha dati.

Sono tornato a casa contento, sono andato dal mio vicino di casa, l’ho ringraziato per quello che aveva fatto per me: una cosa di questa non si può dimenticare, nessuno avrebbe potuto fare una cosa di queste per me, neppure mio fratello. 

Sono poi andato a comprare due regali per i loro gemellini e ancora oggi ci scriviamo e ci telefoniamo sempre.

2 commenti:

  1. Anche io mi posso vantare di avere amici simili, in questo sono stato fortunato e, nei limiti del possibile, cerco sempre di essere anche io il migliore degli amici.

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